Road trip in Scozia: cambiare hotel ogni notte o scegliere delle basi?

Quando si comincia a costruire un road trip in Scozia, prima o poi arriva una domanda apparentemente molto semplice: dove dormiamo?

La prima tentazione è spesso quella di seguire il percorso sulla mappa e cambiare alloggio quasi ogni sera. Edimburgo, poi una notte a Pitlochry, una a Inverness, una a Portree, una a Fort William, una a Oban… In questo modo sembra di avanzare continuamente e, soprattutto, di riuscire a vedere più cose senza dover tornare indietro.

In alcuni itinerari è effettivamente la soluzione migliore. In altri, però, significa passare buona parte della vacanza a fare e disfare valigie, aspettare l’orario del check-in, cercare parcheggio, scaricare la macchina e ricominciare tutto da capo la mattina successiva.

All’estremo opposto c’è chi sceglie una sola base pensando di semplificare il viaggio, ma poi percorre ogni giorno centinaia di chilometri per raggiungere luoghi che si trovano in direzioni completamente diverse.

Quindi, durante un road trip in Scozia è meglio cambiare hotel ogni notte oppure scegliere una o più basi?

Come spesso accade quando si organizza un viaggio, la risposta è: dipende. Ma soprattutto dipende dalla forma del nostro itinerario.

Il tempo che perdiamo cambiando alloggio non compare su Google Maps

Quando guardiamo un percorso sulla mappa vediamo principalmente i tempi di guida. Se da A a B occorrono due ore, tendiamo a considerare quelle due ore come il tempo necessario per spostarci da un alloggio all’altro.

Nella realtà il cambio di hotel comincia molto prima.

Bisogna preparare le valigie, controllare di non aver dimenticato nulla, fare il check-out, caricare la macchina e partire. Durante la giornata tutto quello che abbiamo con noi rimane in auto e, se arriviamo nella nuova destinazione troppo presto, probabilmente non possiamo ancora entrare in camera. Più tardi dovremo raggiungere l’alloggio, trovare dove parcheggiare, fare il check-in, scaricare quello che ci serve e sistemarci.

Preso singolarmente non sembra un grande problema. Fatto una volta durante il viaggio non lo è affatto. Ripetuto ogni mattina e ogni sera per una settimana, però, comincia a pesare, soprattutto se viaggiamo in famiglia o in gruppo e le valigie da preparare non sono soltanto due.

L’ho visto anche viaggiando con gruppi numerosi: diciotto persone non escono da un hotel, caricano tre minivan e sono pronte a partire nello stesso tempo necessario a una coppia con due zaini. La composizione del gruppo cambia completamente i tempi di un itinerario.

Quando cambiare hotel ogni notte ha perfettamente senso

Questo non significa che cambiare continuamente alloggio sia sbagliato. Ci sono road trip nei quali sarebbe assurdo fare diversamente.

Immaginiamo un percorso che parte da Edimburgo, attraversa progressivamente le Highlands e continua verso la costa occidentale prima di tornare verso la Central Belt. Se il viaggio procede naturalmente in una direzione, tornare ogni sera nello stesso posto significherebbe semplicemente aggiungere chilometri inutili.

È quello che possiamo definire un itinerario lineare: ogni giornata ci porta verso la tappa successiva e il luogo nel quale dormiamo diventa anche il punto di partenza più logico per il giorno seguente.

In questo caso cambiare hotel può permetterci di percorrere molta Scozia senza avere continuamente la sensazione di tornare sui nostri passi. È particolarmente utile quando vogliamo collegare regioni lontane tra loro o quando alcune tappe sono troppo distanti per essere raggiunte comodamente con un’escursione giornaliera.

La cosa importante è che il cambio di alloggio abbia una funzione. Dormire ogni sera in un posto diverso soltanto perché stiamo facendo un road trip non è una regola.

Quando una base può rendere il viaggio molto più piacevole

Esistono invece zone nelle quali può essere molto più comodo fermarsi due, tre o più notti nello stesso posto e partire ogni mattina per esplorare i dintorni.

In questo caso il nostro itinerario assume una forma più simile a una raggiera: abbiamo una base centrale e diverse giornate dedicate a luoghi raggiungibili da lì senza spostare continuamente bagagli e alloggio.

Edimburgo è l’esempio più evidente. Se vogliamo visitare la città e dedicare qualche giornata ai dintorni, non avrebbe molto senso cambiare sistemazione ogni sera. Lo stesso principio può funzionare, a seconda dell’itinerario, con Inverness, Fort William, Oban, Aberdeen o altre località che permettono di raggiungere diverse zone interessanti.

Ma qui bisogna fare attenzione a un errore piuttosto comune: una base è comoda soltanto se è davvero strategica rispetto a quello che vogliamo visitare.

Scegliere Inverness, per esempio, non significa automaticamente avere “le Highlands a portata di mano”. Le Highlands occupano un territorio enorme e alcune destinazioni che sulla mappa sembrano relativamente vicine possono richiedere parecchio tempo di guida. Se ogni mattina partiamo dalla nostra base, guidiamo due o tre ore, trascorriamo la giornata fuori e poi dobbiamo percorrere la stessa strada in senso contrario, non abbiamo necessariamente semplificato il viaggio. Abbiamo soltanto evitato di cambiare hotel in cambio di molte ore passate in macchina.

Una base non dovrebbe diventare un boomerang

Questo è probabilmente il criterio che utilizzerei prima di scegliere dove fermarmi per più notti.

Guarderei tutte le escursioni previste e non mi chiederei soltanto quanto distano dalla base, ma in quale direzione si trovano. Se un giorno dobbiamo guidare due ore verso ovest e tornare indietro, il giorno dopo due ore verso nord e tornare indietro, e quello successivo altre due ore verso sud, probabilmente quella base non è così conveniente come sembrava.

Bisogna considerare anche il tipo di strada. Sessanta miglia percorse principalmente su una motorway o su una buona A-road non equivalgono necessariamente a sessanta miglia su strade più lente, strette o tortuose. E naturalmente durante un viaggio in Scozia raramente percorriamo una strada pensando soltanto ad arrivare: ci fermiamo per una fotografia, troviamo un viewpoint che non avevamo previsto, ci viene fame, vediamo qualcosa che ci incuriosisce o semplicemente decidiamo di prendercela con più calma.

Per questo, quando valuto una possibile base, guardo molto più del numero di miglia indicato sulla mappa.

Fort William, Inverness, Oban, Aberdeen: non esiste una base perfetta per tutti

Capita spesso di leggere domande come “Qual è la base migliore per visitare le Highlands?”. Il problema è che una base migliore in assoluto non esiste.

Fort William, per esempio, può essere molto comoda se il nostro viaggio ruota intorno alle Highlands occidentali, Glen Nevis, Glenfinnan e alle zone circostanti. Inverness può funzionare molto bene per un itinerario orientato verso Loch Ness, Culloden, la costa del Moray Firth o altre zone delle Highlands settentrionali. Oban può diventare un ottimo punto di partenza per esplorare parte della costa occidentale e organizzare determinate escursioni verso le isole, mentre Aberdeen può essere una base interessante per chi vuole conoscere l’Aberdeenshire, i suoi castelli, la costa e i piccoli centri della zona.

Questo non significa che da ciascuna di queste località si possa comodamente visitare qualsiasi cosa. Significa semplicemente che la base va scelta dopo aver deciso cosa vogliamo vedere, non prima.

A volte bastano venti o trenta minuti di differenza nella posizione dell’alloggio per rendere molto più logiche diverse giornate del viaggio.

La soluzione che preferisco spesso è quella ibrida

Tra cambiare hotel ogni sera e trascorrere l’intera vacanza nello stesso posto esiste una terza possibilità che, personalmente, trovo spesso molto più equilibrata: costruire il road trip utilizzando alcune basi e spostarsi soltanto quando serve davvero.

Potremmo, per esempio, trascorrere tre notti in una zona, spostarci verso un’altra parte della Scozia e fermarci lì altre due o tre notti. In mezzo può esserci anche una singola notte utilizzata come tappa di trasferimento, se rende più logico il percorso.

In questo modo continuiamo a viaggiare e a scoprire zone diverse, ma non viviamo per una settimana con la valigia perennemente aperta sul letto.

È anche un sistema che lascia un po’ più di libertà. Se abbiamo due o tre notti nella stessa zona e una mattina il meteo rende poco piacevole ciò che avevamo programmato, possiamo magari invertire due giornate senza dover modificare anche tutti gli alloggi successivi.

E in Scozia questa flessibilità non è affatto un dettaglio.

L’hotel più economico non è sempre quello che costa meno

Quando scegliamo una base entra inevitabilmente in gioco anche il prezzo. Troviamo un alloggio che costa £20 o £30 in meno a notte e sembra immediatamente un affare, anche se si trova parecchio più lontano dalle zone che vogliamo visitare.

Ma quel risparmio dovrebbe essere confrontato con quello che comporta.

Se per raggiungere ogni giorno il nostro itinerario dobbiamo aggiungere un’ora di macchina all’andata e un’altra al ritorno, aumentano il carburante, le miglia percorse e soprattutto il tempo sottratto al viaggio. Su tre o quattro giorni, quelle ore cominciano a diventare parecchie.

Questo vale ancora di più se scegliamo una sistemazione economica lontana dal centro di una città e poi dobbiamo pagare ogni giorno parcheggi o trasporti per raggiungerla.

Il costo di un alloggio, quindi, non è soltanto il prezzo della camera. Anche la sua posizione ha un valore.

Non tutti viaggiamo nello stesso modo

C’è poi un elemento che le mappe non possono conoscere: noi.

Una coppia abituata a viaggiare con due piccoli bagagli può non avere alcun problema a cambiare sistemazione ogni sera. Una famiglia con bambini, diverse valigie e tutto quello che serve durante la giornata potrebbe trovare lo stesso itinerario molto più faticoso. Per chi ha difficoltà di mobilità, inoltre, continui check-in, scale, bagagli e sistemazioni diverse possono diventare un aspetto importante da considerare.

C’è anche semplicemente una questione di gusto. Alcune persone adorano svegliarsi ogni mattina in un posto nuovo e hanno la sensazione che sia proprio quello il bello del road trip. Altre, dopo due giorni, non ne possono più di cercare il caricabatterie in una valigia diversa. 😂

Nessuna delle due modalità è più corretta dell’altra. Un itinerario funziona quando è costruito anche intorno alle persone che devono percorrerlo.

Prima di prenotare, provate a farvi questa domanda

Quando preparo un itinerario, trovo molto più utile pensare alla giornata successiva che alla notte precedente.

Invece di chiedermi soltanto “Dove conviene dormire questa sera?”, preferisco chiedermi:

“Dove voglio trovarmi domani mattina?”

Se domani voglio iniziare a esplorare una determinata zona, essere già lì al risveglio può valere molto più di qualche sterlina risparmiata altrove. Se invece le prossime due o tre giornate partono tutte comodamente dallo stesso punto, probabilmente ho trovato una buona base e non c’è alcun motivo di spostarmi.

Guardato in questo modo, l’alloggio smette di essere semplicemente il posto nel quale dormiamo e diventa una parte vera e propria dell’itinerario.

Quindi: basi o hotel diversi?

Entrambi.

Un buon road trip in Scozia non deve rispettare una formula prestabilita. Può avere tre notti nello stesso posto, una notte di passaggio, altre due notti in una seconda base e poi un ultimo spostamento. Oppure può essere quasi completamente lineare, se il percorso lo richiede.

Quello che eviterei è scegliere gli alloggi uno alla volta senza guardare l’itinerario nel suo insieme. Ogni notte dovrebbe avere un motivo per essere proprio lì.

Prima ancora di decidere dove dormire, naturalmente, bisogna capire quale parte della Scozia vogliamo davvero vivere e quanto tempo abbiamo a disposizione. Ne ho parlato nell’articolo dedicato al primo viaggio in Scozia, proprio perché scegliere le zone giuste è il punto dal quale tutto il resto comincia.

E una volta stabiliti percorso e alloggi arriva inevitabilmente un’altra domanda, forse quella che prima o poi ci facciamo tutti: quanto costa davvero un viaggio in Scozia?

Di questo parleremo nel prossimo articolo. 😉


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