Dormire gratis nelle Highlands? Alla scoperta dei bothy scozzesi

Vivi in Scozia, scrivi di Scozia praticamente ogni giorno, passi il tempo a cercare posti strani, storie, castelli, villaggi e angoli sperduti…

…e poi un giorno scopri che esiste una cosa di cui non avevi mai sentito parlare.

È successo anche a me!

Si chiamano bothy.

E quando ho scoperto cosa sono ho immediatamente pensato:

“Aspetta. Mi stai dicendo che in mezzo alle Highlands esistono dei rifugi dove puoi entrare e dormire gratuitamente?”

Sì.

Più o meno.

Perché prima che qualcuno chiuda Booking, compri un sacco a pelo e decida di farsi due settimane di vacanza gratis nei bothy scozzesi, è meglio spiegare bene come funziona.

Un bothy non è un ostello.

Non è un campeggio.

Non è un rifugio di montagna come potremmo immaginarlo in Italia.

E soprattutto non è una sistemazione turistica gratuita.

È qualcosa di molto più spartano, affascinante e profondamente legato alla cultura dell’outdoor britannica.

E per chi ama quella Scozia remota, selvaggia e lontana dalle strade più battute, potrebbe essere un’esperienza davvero particolare.


🛖 Ma quindi… cos’è un bothy?

Un bothy è essenzialmente un rifugio aperto, generalmente situato in una zona remota, dove chi attraversa quel territorio può trovare quattro mura e un tetto.

Ed è proprio da qui che dobbiamo partire:

quattro mura e un tetto.

Non molto altro deve essere dato per scontato.

Molti bothy sono vecchi cottage o edifici rurali, spesso situati a diverse ore di cammino dalla strada pubblica. In passato alcuni erano utilizzati come alloggi per lavoratori agricoli itineranti; con l’abbandono progressivo di molte aree rurali, diversi edifici persero la loro funzione originaria e alcuni cominciarono a essere utilizzati dagli escursionisti come riparo.

Oggi una parte importante di questi edifici viene mantenuta dalla Mountain Bothies Association, un’organizzazione nata nel 1965 che si occupa di circa un centinaio di rifugi remoti in Gran Bretagna, la maggior parte dei quali si trova proprio in Scozia.

Ed ecco la parte più particolare:

molti sono aperti e possono essere utilizzati gratuitamente.


💷 Davvero non si paga?

Sì.

I bothy mantenuti dalla Mountain Bothies Association sono gratuiti nel momento in cui vengono utilizzati.

Non c’è una tariffa per notte.

Non c’è una reception.

Non c’è qualcuno che vi consegna le chiavi.

E non è necessario essere membri dell’associazione per utilizzarli.

Naturalmente la Mountain Bothies Association accetta donazioni e iscrizioni, che contribuiscono alla manutenzione di questi edifici.

Ed è anche abbastanza comprensibile: mantenere in piedi un cottage sperduto in mezzo alle Highlands, raggiungibile magari soltanto a piedi, non deve essere esattamente il lavoro più semplice del mondo.

Gran parte della manutenzione viene infatti effettuata da volontari.


📅 E come si prenota un bothy?

Qui arriva la seconda sorpresa.

Non si prenota.

Non esiste un sistema di prenotazione per i bothy della Mountain Bothies Association.

Si arriva e, se ci sono altre persone, si condivide lo spazio.

Il principio non è:

“Sono arrivato prima, quindi questo posto è mio.”

Se arriva qualcuno che cerca riparo bisogna essere pronti a fare spazio.

Proprio per questo, se avete intenzione di pernottare in un bothy particolarmente frequentato, può essere prudente avere comunque con voi una tenda.

Perché potreste arrivare pensando di trascorrere una romantica notte solitaria nel nulla…

…e trovare mezza Scozia seduta davanti al camino.


🛏️ Cosa trovo dentro?

Ed eccoci alla parte nella quale dobbiamo abbassare drasticamente le aspettative.

Quando andate in un bothy dovreste partire dal presupposto che non ci sia praticamente nulla.

Non aspettatevi acqua corrente.

Non aspettatevi un lavandino.

Non aspettatevi letti.

Non aspettatevi illuminazione.

Non aspettatevi elettricità.

E non aspettatevi nemmeno necessariamente un bagno.

Alcuni bothy hanno una piattaforma di legno sulla quale sistemare il sacco a pelo.

In altri potreste dormire direttamente sul pavimento di legno, pietra o cemento.

Alcuni hanno un camino o una stufa.

Ma questo non significa che troverete combustibile ad aspettarvi.

In sostanza, il modo migliore per immaginarlo è:

campeggio senza tenda.

E improvvisamente quelle quattro mura e quel tetto cominciano ad assumere un valore completamente diverso.


🚽 Aspetta. Hai detto che potrebbe non esserci il bagno?

Ho detto esattamente questo.

La maggior parte dei bothy non dispone di servizi igienici.

In alcuni casi troverete invece…

una pala.

E a questo punto credo che abbiate già intuito dove stiamo andando a parare.

Quando non sono presenti servizi igienici bisogna allontanarsi adeguatamente dall’edificio e soprattutto dalle fonti d’acqua, comportandosi in modo responsabile e senza lasciare tracce del proprio passaggio.

Quindi no.

Il bothy non è:

“Che bello, dormiamo gratis in una casetta nelle Highlands!”

È:

“Siamo completamente autonomi in mezzo alla natura e abbiamo un edificio che ci permette di non dormire sotto la pioggia.”

Che è una cosa molto diversa.


💧 E l’acqua?

Anche qui:

non date nulla per scontato.

In alcuni luoghi potrebbe esserci una sorgente o un corso d’acqua nelle vicinanze.

Ma questo non significa automaticamente che troverete acqua potabile pronta da bere.

Chi affronta questo tipo di esperienza deve organizzarsi autonomamente per l’acqua e sapere come gestirne l’eventuale trattamento.

In alcuni casi potrebbe perfino non esserci una fonte adatta nelle immediate vicinanze.

Questo è uno dei motivi per cui un bothy non dovrebbe essere considerato un’esperienza da improvvisare.


🔥 Posso accendere il fuoco?

Molti bothy dispongono di un camino o di una stufa, ma non tutti.

E soprattutto:

il camino non significa che potete uscire e tagliare il primo albero che trovate.

Non bisogna tagliare legna viva né danneggiare alberi, recinzioni, edifici o altre proprietà.

Se volete utilizzare una stufa o un camino, in molti casi dovrete essere voi a trasportare il combustibile appropriato.

E naturalmente prima di andare via il fuoco deve essere completamente spento.

Anche qui vale una regola semplicissima:

il fatto che siamo in mezzo al nulla non significa che possiamo fare quello che vogliamo.


🎒 Cosa bisogna portare?

La risposta più semplice è:

quasi tutto quello che portereste per campeggiare, tranne la tenda.

E in realtà, come abbiamo visto, in alcune situazioni può essere prudente portare anche quella.

Sacco a pelo.

Materassino.

Cibo.

Acqua o sistema adeguato per trattarla.

Fornello da campeggio.

Combustibile.

Torcia.

Vestiti adatti.

Kit di primo soccorso.

Tutto ciò che vi serve per essere autonomi.

Il bothy vi offre principalmente un riparo dalle intemperie.

Il comfort dovete portarvelo sulle spalle.

Letteralmente.


🚗 Posso arrivare in macchina?

Generalmente no.

Ed è un punto importante soprattutto per chi sta leggendo questo articolo pensando di aggiungere un bothy al proprio road trip.

I bothy sono destinati principalmente a escursionisti e ciclisti.

Le strade e le piste che conducono verso questi edifici possono essere private e non devono essere percorse con l’auto semplicemente perché Google Maps mostra una linea che sembra arrivare fin lì.

Molti bothy richiedono diverse ore di cammino dalla strada pubblica.

Quindi:

“Stasera invece dell’hotel dormiamo in un bothy”

non è una decisione da prendere alle 18:30 mentre state guidando verso Fort William.

Richiede pianificazione.


🗺️ Come faccio a sapere dove si trovano?

La Mountain Bothies Association pubblica una mappa e un elenco dei rifugi che mantiene.

Si trovano soprattutto in Scozia e sono distribuiti in diverse aree delle Highlands, delle isole e della Scozia meridionale, oltre ad alcuni rifugi presenti nel nord dell’Inghilterra e in Galles.

E qui c’è una cosa molto importante.

Prima di partire bisogna sempre controllare le informazioni aggiornate relative al singolo bothy.

Non affidatevi soltanto a un vecchio libro, a un post trovato su Facebook o a un video visto mesi prima.

Alcuni rifugi possono essere temporaneamente chiusi per manutenzione, incendi, lavori o restrizioni concordate con i proprietari delle terre.

Quindi:

controllate sempre prima di partire.


📜 Esiste anche un Bothy Code

Non ci sono receptionist.

Non c’è qualcuno che passa dietro di voi a pulire.

Per questo tutto il sistema funziona grazie a una cosa estremamente semplice:

il rispetto.

Esiste infatti un vero e proprio Bothy Code, una serie di principi che chi utilizza questi rifugi dovrebbe seguire.

In sostanza:

lasciate il posto pulito e ordinato;

portate via i vostri rifiuti;

non lasciate cibo deperibile;

non danneggiate l’edificio;

rispettate gli altri utilizzatori;

non danneggiate l’ambiente;

non tagliate legna viva;

tenete lontani i rifiuti dalle fonti d’acqua;

chiudete porte e finestre quando andate via;

rispettate eventuali restrizioni stabilite dai proprietari delle terre.

E soprattutto:

ricordatevi che state utilizzando qualcosa che esiste grazie alla disponibilità dei proprietari e al lavoro di volontari.


👥 Possiamo andarci con un gruppo?

Questa è particolarmente interessante.

Il Bothy Code chiede ai gruppi numerosi, cioè sei o più persone, di non utilizzare i bothy, a causa dello spazio limitato e della mancanza di strutture adeguate.

Inoltre i bothy non sono destinati all’utilizzo da parte di gruppi commerciali.

Quindi niente:

“Tour delle Highlands – esperienza autentica con pernottamento gratuito nel bothy, 18 persone.”

No.

Sono rifugi condivisi, non strutture ricettive.


🐕 Posso portare il cane?

In generale è possibile portare il cane, ma deve essere tenuto sotto stretto controllo.

Bisogna naturalmente rispettare gli altri utilizzatori e fare in modo che il cane non disturbi, rubi cibo o sporchi all’interno dell’edificio.

E ricordiamoci che siamo spesso in zone rurali dove possono esserci pecore, cervi e altri animali.

Il controllo del cane è quindi importante anche all’esterno del bothy.


⏳ Posso rimanere quanto voglio?

No.

I bothy sono pensati per soggiorni brevi.

Non sono case vacanza gratuite nelle quali trasferirsi per una settimana perché abbiamo trovato un modo geniale per abbattere il budget del viaggio.

Per permanenze più lunghe può essere necessario il permesso del proprietario.

Lo spirito è quello del rifugio:

arrivi, riposi, passi eventualmente la notte, lasci il posto in condizioni almeno altrettanto buone di come lo hai trovato, e prosegui.


🏚️ Da dove nasce questa tradizione?

Questa è forse la parte che mi affascina di più.

Il fenomeno del bothying ricreativo è relativamente moderno.

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’escursionismo e l’alpinismo diventarono sempre più popolari in Gran Bretagna.

Contemporaneamente molte zone rurali si stavano spopolando e numerosi edifici agricoli remoti venivano abbandonati.

Escursionisti e ciclisti cominciarono a utilizzare alcune di queste vecchie costruzioni come riparo durante i loro viaggi.

Con il tempo il fenomeno crebbe.

Negli anni Sessanta molti edifici stavano però deteriorandosi e nacque l’idea di organizzarsi per conservarli.

Nel 1965 venne così fondata la Mountain Bothies Association.

Da allora volontari hanno recuperato, restaurato e mantenuto decine di edifici che altrimenti probabilmente sarebbero scomparsi.

E improvvisamente il bothy smette di sembrare soltanto una casetta gratis.

Diventa un piccolo pezzo della storia sociale delle Highlands e della cultura dell’escursionismo britannico.


🌧️ Ma è sicuro?

Qui dobbiamo essere molto chiari.

Un bothy può offrire un riparo preziosissimo.

Ma non rende sicura una montagna che non lo è.

Molti si trovano in zone remote.

Il meteo può cambiare rapidamente.

La copertura telefonica può essere assente.

Le temperature possono scendere parecchio.

Il percorso può richiedere diverse ore.

E il fatto che sulla mappa ci sia una casetta alla fine del sentiero non significa che troverete riscaldamento, cibo, acqua, telefono o qualcuno pronto ad aiutarvi.

L’utilizzo di questi rifugi avviene sotto la propria responsabilità.

Quindi questa non è un’esperienza che consiglierei a qualcuno senza esperienza outdoor semplicemente perché:

“È gratis e sembra figo.”

La gratuità è probabilmente la cosa meno importante del bothying.


❤️ Allora perché andarci?

Ed è proprio qui che, pur non avendolo ancora fatto personalmente, comincio a capirne il fascino.

Immaginate.

Avete camminato per ore.

Non ci sono strade.

Non ci sono hotel.

Non c’è reception.

Non c’è Wi-Fi.

Davanti a voi c’è una piccola costruzione in pietra.

Aprite la porta.

Dentro magari qualcuno ha già acceso il fuoco.

Una persona che non avete mai visto vi fa spazio.

Appoggiate lo zaino.

Fuori c’è vento.

Magari piove.

E per quella notte quelle quattro mura diventano casa.

Non perché avete pagato per averle.

Ma perché qualcuno, anni prima, ha deciso che quell’edificio valeva la pena di essere salvato e condiviso.

Forse è proprio questo il fascino del bothy.

Non il fatto di dormire gratis.

Ma il fatto che, in un mondo nel quale ormai quasi ogni esperienza ha un prezzo, esistano ancora luoghi basati su qualcosa di estremamente semplice:

io lo rispetto perché dopo di me servirà a qualcun altro.


🥾 Un’esperienza per tutti? Probabilmente no.

Se la vostra idea di vacanza prevede doccia calda, materasso comodo e colazione pronta alle otto…

forse possiamo tranquillamente continuare a utilizzare Booking.

Se invece amate camminare, siete abituati alla montagna, sapete essere autonomi e vi affascina l’idea di attraversare alcuni degli angoli più remoti della Scozia, allora scoprire il mondo dei bothy potrebbe aprire una porta completamente nuova.

Io, intanto, ho scoperto una cosa della Scozia che fino a ieri non conoscevo.

E questa è una delle ragioni per cui continuo ad amare questo Paese.

Ogni volta che penso di aver iniziato a conoscerlo, salta fuori qualcosa che mi fa dire:

“Aspetta… ma questa cosa da dove è uscita?” 😂🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿

E adesso ammettetelo:

anche voi state già cercando sulla mappa dove si trova il bothy più vicino.


⚠️ Prima di partire

Le condizioni e l’accessibilità dei bothy possono cambiare. Alcuni possono essere temporaneamente chiusi oppure soggetti a restrizioni.

Prima di organizzare un’escursione è quindi importante controllare sempre le informazioni aggiornate della Mountain Bothies Association e quelle relative al singolo rifugio che intendete raggiungere.

E soprattutto ricordate:

un bothy è un riparo, non una struttura ricettiva.

Bisogna essere preparati a essere completamente autonomi e affrontare l’escursione con equipaggiamento, esperienza e condizioni meteorologiche adeguate.


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