Viaggio in Scozia e programma saltato? Come gestire maltempo, strade chiuse e imprevisti

Avete organizzato tutto.

Itinerario pronto, hotel prenotati, macchina noleggiata, castelli segnati sulla mappa, traghetto alle 10:30 e magari persino il ristorante prenotato per la sera.

Poi vi svegliate, guardate fuori dalla finestra e scoprite che durante la notte la Scozia ha deciso di partecipare attivamente all’organizzazione del vostro viaggio.

Vento fortissimo.

Una strada chiusa.

Il traghetto cancellato.

Il castello che oggi non apre.

E improvvisamente quel programma così perfetto non funziona più.

Che si fa?

Prima cosa: niente panico.

Seconda: non cercate disperatamente di fare comunque tutto quello che avevate programmato.

Gli imprevisti durante un viaggio possono capitare ovunque, ma un viaggio on the road in Scozia richiede una certa dose di flessibilità in più.

Il meteo può cambiare rapidamente, alcune zone sono raggiungibili attraverso poche strade, i traghetti possono subire cancellazioni, il vento può provocare restrizioni sui ponti e alcune attrazioni possono chiudere per ragioni di sicurezza.

Questo non significa che organizzare un viaggio sia inutile.

Significa esattamente il contrario:

un buon itinerario non è quello che funziona soltanto quando tutto va secondo i piani. È quello che può sopravvivere anche quando qualcosa va storto.

Prima regola: non cercate di recuperare tutto

È probabilmente l’errore più comune.

Avevate previsto cinque tappe.

Una strada chiusa vi fa perdere due ore.

La prima reazione potrebbe essere:

“Va bene, acceleriamo un po’ e facciamo comunque tutto.”

No.

Avete perso due ore. Quelle due ore non torneranno magicamente soltanto perché avete deciso di guidare più velocemente, saltare il pranzo e visitare un castello correndo.

Anzi.

Un imprevisto relativamente piccolo rischia così di trasformarsi in una giornata stressante.

Quando qualcosa salta, guardate il programma e dividete mentalmente le tappe in tre categorie:

Cosa voglio assolutamente mantenere?

Cosa posso spostare?

A cosa posso rinunciare?

A volte eliminare una sola tappa permette di salvare tranquillamente tutto il resto della giornata.

Non state perdendo il viaggio.

State semplicemente modificando il programma.

Il meteo non significa soltanto pioggia

Quando si parla di Scozia e maltempo pensiamo immediatamente alla pioggia.

Ma la pioggia, molto spesso, è il problema minore.

Una giornata piovosa può essere gestita cambiando attività, visitando un museo, un castello, una distilleria o semplicemente mettendosi una buona giacca impermeabile.

Diverso è il caso del maltempo severo.

Vento molto forte, neve, ghiaccio, piogge intense e allagamenti possono avere conseguenze sulla viabilità e sui trasporti.

Le allerte meteorologiche nel Regno Unito vengono indicate con tre colori:

gialla, arancione e rossa.

Ma attenzione: non basta guardare il colore.

Bisogna leggere cosa prevede realmente l’allerta per quella zona, quali conseguenze sono considerate possibili e in quali orari.

Una giornata con allerta meteo non significa automaticamente che tutta la Scozia sia bloccata.

Potrebbe riguardare soltanto una determinata area.

E magari il vostro itinerario può essere modificato semplicemente cambiando direzione.

Quando una strada è chiusa

Qui entra in gioco una caratteristica fondamentale della Scozia.

In alcune zone una deviazione non significa:

“Prendo la strada parallela e perdo dieci minuti.”

Potrebbe significare parecchi chilometri in più.

Soprattutto nelle Highlands, nelle zone costiere e nelle aree più remote, le alternative possono essere poche.

Per questo, se scoprite che una strada prevista dal vostro itinerario è chiusa, non limitatevi a guardare quanto tempo aggiunge Google Maps.

Fermatevi e rivalutate l’intera giornata.

Se la deviazione aggiunge un’ora e mezza, quella modifica potrebbe rendere impossibile raggiungere un’attrazione prima della chiusura.

Oppure potreste arrivare troppo tardi al traghetto.

O al check-in.

O semplicemente passare il resto della giornata in macchina.

La domanda non deve essere soltanto:

“Come arrivo comunque lì?”

Ma:

“Ha ancora senso andarci oggi?”

A volte la risposta migliore è no.

Non ignorate mai una strada chiusa

Può sembrare ovvio, ma vale la pena dirlo.

Se una strada è ufficialmente chiusa, non cercate di passare comunque perché Google Maps sembra indicare che la destinazione è raggiungibile.

E non fidatevi automaticamente del fatto che qualcun altro sia passato.

Una chiusura può dipendere da allagamenti, alberi caduti, incidenti, frane, condizioni meteorologiche o altri problemi che non sono immediatamente visibili.

Le indicazioni e le chiusure ufficiali vengono messe lì per una ragione.

Il viaggio può aspettare.

E se chiude un ponte?

In condizioni di vento forte alcuni ponti scozzesi possono essere soggetti a restrizioni e, quando necessario, a chiusure.

E questo può avere un impatto enorme sul percorso.

Se il vostro itinerario attraversa un ponte importante e sono previste condizioni meteorologiche particolarmente difficili, controllate la situazione prima di partire, non quando siete già arrivati davanti alla barriera.

Ancora una volta:

avere un piano B non significa essere pessimisti.

Significa evitare di trovarsi completamente impreparati.

Il traghetto è stato cancellato

Questa è una delle situazioni più fastidiose quando nell’itinerario ci sono le isole.

Avete prenotato.

Avete organizzato la giornata.

Magari avete anche l’alloggio dall’altra parte.

E poi arriva il messaggio:

servizio cancellato.

In quel momento la priorità non è salvare il programma originale a qualsiasi costo.

La priorità è capire immediatamente:

  • quali collegamenti alternativi esistono;
  • se ci sono partenze successive;
  • se esiste un altro porto utilizzabile;
  • cosa prevede la compagnia per la vostra prenotazione;
  • cosa succede all’alloggio;
  • se ha ancora senso raggiungere l’isola quel giorno.

Se il viaggio dipende da un traghetto, io consiglio sempre di controllarne lo stato prima di iniziare a guidare verso il porto, soprattutto quando il meteo è problematico.

Fare due ore di strada e scoprire all’arrivo che il servizio è stato cancellato non migliora particolarmente l’umore.

L’attrazione che volevate visitare è chiusa

Succede.

Un castello può chiudere.

Un percorso può essere temporaneamente inaccessibile.

Un’attività outdoor può essere cancellata.

Un sito può modificare gli orari.

E magari era proprio una delle cose che aspettavate di più.

Qui abbiamo due possibilità.

Se siete nella zona per più giorni, provate semplicemente a invertire le giornate.

Quello che avevate programmato domani può essere fatto oggi?

L’attrazione di oggi potrebbe essere recuperata domani?

Se invece state facendo un viaggio itinerante e il giorno successivo sarete a 200 chilometri di distanza, probabilmente bisognerà accettare che quella tappa sia saltata.

Fa rabbia?

Sì.

Rovina necessariamente il viaggio?

No.

Tenete sempre qualche alternativa nelle vicinanze

Questo è uno dei modi migliori per preparare un piano B senza costruire due itinerari completi.

Quando organizzate una giornata, individuate anche due o tre cose interessanti nella stessa zona.

Non devono necessariamente entrare nel programma.

Anzi.

Devono rimanere lì.

Museo.

Villaggio.

Passeggiata breve.

Castello.

Distilleria.

Centro visitatori.

Spiaggia.

Caffetteria particolare.

Qualcosa che possa diventare interessante se il programma principale salta.

Così, quando arriva l’imprevisto, non dovete cominciare da zero cercando disperatamente:

“Cosa possiamo fare qui?”

Avete già delle possibilità.

Il piano B non deve essere una versione peggiore del piano A

Questa è una cosa alla quale tengo particolarmente.

Quando qualcosa salta abbiamo la sensazione che tutto ciò che faremo al suo posto sarà automaticamente un ripiego.

Non è necessariamente così.

Durante un viaggio può capitare che proprio una deviazione, un cambio di programma o un posto trovato perché non potevamo andare dove avevamo previsto diventi uno dei ricordi più belli.

Naturalmente non voglio romanticizzare tutto.

Se avete pagato qualcosa, aspettavate quella visita da mesi e ve la cancellano, probabilmente sarete arrabbiati.

Ci sta.

Ma una giornata non deve necessariamente essere considerata persa soltanto perché è diverso il programma.

Il piano B può essere semplicemente un altro viaggio.

Attenzione alle prenotazioni concatenate

Questa è una delle ragioni per cui sconsiglio di costruire giornate troppo rigide.

Castello alle 10.

Tour alle 12:30.

Traghetto alle 15.

Cena prenotata alle 19.

Sulla carta può funzionare perfettamente.

Finché non succede niente.

Basta un ritardo significativo nella prima parte della giornata e comincia l’effetto domino.

Una prenotazione salta.

Poi salta quella successiva.

Poi guidiamo con l’ansia perché dobbiamo recuperare.

Se avete diverse attività con orario fisso nella stessa giornata, lasciate spazio vero tra una e l’altra.

Non soltanto il tempo minimo indicato da Maps.

Anche le persone sono un imprevisto

Quando pianifichiamo pensiamo spesso agli imprevisti come qualcosa di esterno.

Pioggia.

Traffico.

Strade.

Traghetti.

Ma durante un viaggio può semplicemente succedere che noi non abbiamo più voglia di fare quello che avevamo programmato.

Siamo stanchi.

Qualcuno non sta bene.

I bambini ne hanno abbastanza della macchina.

Una persona del gruppo ha bisogno di riposare.

Abbiamo passato più tempo del previsto in un posto perché ci piaceva tantissimo.

Anche questo conta.

Un itinerario non dovrebbe diventare un contratto che siete obbligati a rispettare.

Se il programma dice di andare avanti ma tutti vorrebbero fermarsi…

forse il problema non sono le persone.

Forse è il programma.

Se viaggiate in gruppo, decidete chi prende la decisione

Questa sembra una stupidaggine finché non vi trovate in sei, otto o dodici persone davanti a una strada chiusa.

Uno vuole aspettare.

Uno vuole tornare indietro.

Uno ha trovato una deviazione.

Uno vuole andare direttamente in hotel.

Uno sta cercando su Google.

Uno ha fame.

E qualcuno inevitabilmente deve andare in bagno.

Benvenuti nel meraviglioso mondo dei viaggi di gruppo. 😁

Quando si presenta un problema è utile che qualcuno raccolga le informazioni e proponga una soluzione chiara.

Poi se ne parla.

Ma discutere contemporaneamente dieci possibilità mentre nessuno decide niente può far perdere più tempo dell’imprevisto stesso.

Non affidatevi a una sola fonte

Google Maps è utilissimo.

Lo uso anch’io.

Ma quando c’è un problema serio non dovrebbe essere necessariamente l’unica fonte.

Per le strade principali e le chiusure controllate Traffic Scotland.

Per allerte e previsioni meteorologiche utilizzate il Met Office.

Per i treni controllate direttamente gli aggiornamenti dell’operatore ferroviario.

Per traghetti e collegamenti marittimi verificate il sito della compagnia.

Per castelli, attrazioni e attività controllate il loro sito ufficiale o i canali social ufficiali.

Quando qualcosa può compromettere seriamente la giornata, cercate la fonte che gestisce direttamente quel servizio.

Prima di partire la mattina: cinque minuti che possono salvarvi la giornata

Durante un viaggio on the road io prenderei una piccola abitudine.

Prima di lasciare l’alloggio:

controllate il meteo della zona verso cui state andando;

controllate eventuali allerte;

date un’occhiata alla situazione delle strade;

se avete un traghetto, controllatene lo stato;

se dovete raggiungere un’attrazione particolarmente importante, verificate che sia regolarmente aperta.

Cinque minuti.

Magari non troverete nulla.

Perfetto.

Partite.

Ma scoprire una chiusura alle otto del mattino mentre siete ancora in hotel è molto meglio che scoprirla alle undici dopo aver guidato per cento chilometri.

Se il meteo diventa davvero brutto, il viaggio passa in secondo piano

C’è una differenza enorme tra:

“Che peccato, oggi piove.”

e:

“Ci sono condizioni meteorologiche potenzialmente pericolose.”

Nel secondo caso non dobbiamo salvare l’itinerario.

Dobbiamo pensare alla sicurezza.

Se le autorità consigliano di evitare gli spostamenti, non è il momento di decidere che tanto siete venuti fino in Scozia e quindi Glencoe bisogna vederla per forza.

Glencoe sarà ancora lì.

Anche domani.

E probabilmente pure l’anno prossimo.

In caso di condizioni severe possono esserci problemi su strade, ponti, treni, traghetti e altri servizi.

Seguite sempre le indicazioni ufficiali e modificate il viaggio di conseguenza.

Preparate anche il telefono agli imprevisti

Quando siamo a casa abbiamo internet, Wi-Fi e tutto il tempo del mondo.

Quando qualcosa va storto possiamo invece trovarci in una zona con poca copertura.

Per questo, prima del viaggio, può essere utile:

scaricare le mappe offline delle zone che attraverserete;

salvare indirizzi e numeri importanti;

tenere screenshot delle prenotazioni;

avere sul telefono i dettagli degli alloggi;

salvare le pagine utili per traffico, meteo e trasporti;

portare un power bank;

non aspettare di avere il 4% di batteria per cominciare a cercare una deviazione.

Sembra banale.

Finché non serve.

E se il problema fa perdere una prenotazione?

Dipende completamente dal tipo di prenotazione e dalle condizioni che avete accettato.

Hotel, attività, noleggi, tour e trasporti possono avere politiche molto diverse.

Contattate il fornitore appena capite che esiste un problema.

Non aspettate necessariamente l’orario della prenotazione per dire che non riuscirete ad arrivare.

In alcuni casi possono proporre uno spostamento.

In altri no.

Ed è anche per situazioni di questo tipo che, prima della partenza, vale la pena leggere bene le condizioni delle prenotazioni e valutare un’adeguata assicurazione di viaggio.

Un itinerario deve avere spazio per respirare

Alla fine torniamo sempre lì.

Quando guardiamo un itinerario prima della partenza, una giornata con tre tappe può sembrarci vuota.

E allora ne aggiungiamo una quarta.

Poi una quinta.

Perché tanto “è sulla strada”.

Il problema è che quello spazio apparentemente vuoto è anche ciò che permette al viaggio di assorbire:

un ritardo;

una deviazione;

un pranzo più lungo;

una strada chiusa;

un panorama davanti al quale volete fermarvi;

un posto che non avevate previsto;

semplicemente la voglia di non correre.

Il tempo libero dentro un itinerario non è necessariamente tempo sprecato.

A volte è proprio ciò che impedisce a un imprevisto di mandare all’aria l’intera giornata.

Quando il viaggio cambia, non significa che sia andato storto

Possiamo programmare moltissimo.

Ed è giusto farlo.

Soprattutto durante un viaggio on the road, avere una struttura permette di utilizzare meglio il tempo, evitare errori e capire cosa è realmente fattibile.

Ma non possiamo programmare tutto.

La Scozia non leggerà il nostro itinerario prima di decidere che tempo farà.

Una strada non resterà aperta perché abbiamo prenotato un castello.

Un traghetto non partirà con condizioni non adatte soltanto perché il nostro hotel è sull’altra isola.

Ed è proprio qui che entra in gioco la differenza tra avere un programma ed essere prigionieri del programma.

Se qualcosa salta, fermatevi.

Controllate le informazioni.

Guardate le alternative.

Eliminate quello che non è più realistico.

E ripartite.

Magari quella giornata sarà completamente diversa da quella che avevate immaginato.

Ma diversa non significa necessariamente peggiore.

Perché un viaggio ben organizzato non è quello nel quale non succede mai niente.

È quello che riesce a continuare anche quando qualcosa succede.


Scopri di più da A spasso per la Scozia

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Rispondi

Scopri di più da A spasso per la Scozia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere